Strategia nazionale aree interne: così l’Europa promuove la collaborazione tra i Comuni

Il progetto punta alla riorganizzazione dei servizi pubblici, garantendo l'individuazione di modelli di gestione efficaci e coerenti con le esigenze dei territori

10 gennaio 2020 – La Repubblica
VENGONO definite “aree interne” e quelle aree del Paese caratterizzate da una significativa distanza dai principali centri di offerta di servizi essenziali (salute, istruzione, mobilità collettiva); da una grande disponibilità di risorse ambientali (risorse idriche, sistemi agricoli, foreste, paesaggi naturali e umani) e culturali (beni archeologici, insediamenti storici, abbazie, piccoli musei, centri di mestiere); da territori complessi, frutto di sistemi naturali e processi di antropizzazione e spopolamento.

In Italia queste aree rappresentano il 51,6% circa dei Comuni italiani (4.181), ospitano il 22,3% della popolazione italiana, pari a 13,3 milioni di abitanti, e occupano una porzione del territorio di poco inferiore al 60% della superficie nazionale.

Al 31 dicembre 2019, per il rilancio si queste zone, sono state approvate 47 “strategie d’area”, impegnando circa 753 milioni di euro, di cui 175 milioni provenienti da risorse statali dedicate alla “strategia” e 473 di euro dai Fondi europei di Sviluppo e Investimento (SIE) che finanziano i Programmi Operativi regionali, oltre ad altri fondi pubblici e privati per un totale di 104 milioni di euro.

Ma le “aree interne” presentano tutte il medesimo quadro? No. A parte le peculiarità storiche, culturali e naturali di ciascun territorio, una quota rilevante di queste zone d’Italia ha subìto gradualmente, dal secondo dopoguerra a oggi, un processo di marginalizzazione, segnato principalmente dal calo della popolazione. Per fortuna, laddove i Comuni hanno cooperato per garantire i servizi essenziali e tutelare e valorizzare le risorse ambientali o culturali, sono emersi esempi di buone politiche e buone pratiche.

Ed è qui che entra in gioco la “strategia”. Partendo dal potenziale di sviluppo che la costruzione di una programmazione nazionale, partecipata e continuativa nel tempo può consentire di liberare, dal 2013 l’impegno per lo sviluppo di questi territori è stato portato avanti attraverso la Strategia nazionale per le Aree Interne (SNAI), avviata e governata dalla Presidenza del Consiglio e dai Ministeri responsabili per il coordinamento dei fondi comunitari e per i tre servizi essenziali considerati, l’Agenzia per la Coesione Territoriale, d’intesa con le Regioni e in cooperazione con ANCI e UPI.

La Strategia Nazionale per le aree interne a oggi riguarda 72 aree interne selezionate, che occupano un’area di 51.366 chilometri quadrati, suddivisi dal punto di vista amministrativo in 1.077 comuni. Nelle 72 aree interne SNAI vivono oltre 2 milioni di italiani.

Il 57,7 per cento degli enti locali è classificato come Periferico ed Ultra-Periferico: questo significa che distano tra i 40 e i 75 minuti (nel caso dei Comuni periferici) o più di 75 minuti (nel caso dei Comuni ultra-periferici) dal proprio polo di riferimento per l’accesso ai servizi di base. L’intervento vede convergere l’azione di tutti i livelli di governo: Stato, Regioni e Comuni (in forma associata). Il principio guida è quello di un intervento partecipato e radicato sul territorio in cui quest’ultimo è il vero protagonista.

La “strategia” ha tra le sue caratteristiche fondanti il pre-requisito per entrarne a far parte, ovvero l'”associazionismo intercomunale”: i Comuni che intendono partecipare alla SNAI devono infatti dimostrare di essere in grado di “guardare oltre i propri confini”, attraverso la gestione associata di funzioni e servizi.

Questo intervento,finanziato nell’ambito del Programma Operativo Nazionale Governance e Capacità Istituzionale, è progettato e realizzato dal Dipartimento della Funzione pubblica, che supporta gli enti locali coinvolti (tramite il Comitato Tecnico Aree Interne e grazie all’azione sul campo del team FormezPA e al contributo attivo di IFEL-ANCI) nel processo di nascita e/o consolidamento di forme di governo di gestione integrata di funzioni e servizi pubblici locali: dalla protezione civile al catasto, dai servizi informatici al trasporto pubblico locale, dalla statistica all’edilizia scolastica. Un nuovo modo di fare amministrazione pubblica, capace di soddisfare i bisogni dei cittadini e attivare nuovi processi di collaborazione e di reciproco riconoscimento tra pubblico e privato.

Il progetto è realizzato con il contributo della Commissione Europea. Dei contenuti editoriali sono ideatori e responsabili gli autori degli articoli. La Commissione non può essere ritenuta responsabile per qualsivoglia uso fatto delle informazioni e opinioni riportate.

https://www.repubblica.it/dossier/esteri/fondi-strutturali-europei-progetti-italia/2020/01/10/news/strategia_nazionale_aree_interne-245417099/


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