MediAree
Associazione Nazionale Comuni Italiani - ANCI

Nell’ambito delle azioni volte alla semplificazione della PA, il progetto si propone di potenziare le capacità istituzionali dei Comuni Capoluogo nel loro ruolo di messa in rete e di coordinamento delle aree vaste che gravitano intorno a essi, rafforzando la capacità di governance territoriale, sviluppando e consolidando le competenze di amministratori e funzionari rispetto a un’ampia gamma di materie fortemente interconnesse su cui la capacità istituzionale è fattore chiave per il successo di una governance praticabile e funzionante di area vasta.

La proposta nasce dalla necessità di richiamare e dedicare altrettanta attenzione, così come sta avvenendo per le Città Metropolitane, al percorso di riorganizzazione territoriale delle aree vaste che gravitano intorno alle città medie, intese qui come i Comuni Capoluogo di Provincia e dalla consapevolezza che il Paese necessita di una visione sistemica del territorio e di una strategia unitaria di riordino.

Obiettivo generale è far uscire dalla dimensione locale città che hanno carattere di area vasta, città che sono rappresentative di un territorio ampio e che costituiscono l’indispensabile funzione di cerniera con i territori di riferimento: da una parte le realtà minori che ad esse guardano come punto di riferimento e dall’altra, nel contempo, le più complesse Città Metropolitane con le quali dialogare e condividere visione di insieme.

Un’azione a supporto dei 104 capoluoghi non metropolitani, parallela all’azione del progetto Metropoli Strategiche - di accompagnamento delle Città Metropolitane ai processi in atto di pianificazione strategica, gestione associata e semplificazione amministrativa - vedrebbe rafforzata la capacità di raggiungere risultati concreti nella prospettiva della costruzione di un Agenda Urbana nazionale e di un disegno coerente del sistema Paese. Nel Sistema Paese, infatti, le città medie hanno un compito fondamentale di nodo funzionale e gestionale di realtà territoriali strategiche, sotto il profilo economico e occupazionale, per il sistema della formazione e della ricerca, per le competenze, infrastrutture e dotazioni produttive che detengono e per le aree e le popolazioni che “servono”.

Il modello delle città medie si basa spesso su politiche efficaci, sulla gestione condivisa di servizi e su esigenze di miglioramento della qualità della vita a livello territoriale, al di là dei confini urbani, in termini di sostenibilità e integrazione sociale. Il progetto intende creare condizioni e fornire strumenti per migliorare queste funzioni intermedie di raccordo e supporto attraverso processi di pianificazione strategica di nuova generazione in una dimensione di area vasta e in una visione di medio-lungo periodo. Ciò al fine di promuovere anche in Italia un approccio territoriale integrato orientato al riposizionamento funzionale ed economico delle città che ha consentito a livello internazionale le più riuscite esperienze di rilancio e riqualificazione urbana.

Il progetto mira a razionalizzare e rifunzionalizzare il ruolo di tali città attraverso la ridefinizione degli ambiti omogenei e adeguati sulla base dei quali tracciare i perimetri delle aree vaste rispetto alla gestione delle funzioni di pianificazione in forme di co-progettazione e co-gestione di politiche e interventi. Le finalità del progetto si declinano in 3 obiettivi generali tra loro fortemente interconnessi, che vanno tutti a potenziare la capacità dei Comuni Capoluogo di costruire visioni e strategie territoriali in una dimensione di area vasta, una prospettiva di medio-lungo periodo e con un approccio integrato e coordinato di politiche, soggetti, istituzioni e strumenti di programmazione.

1. Pianificazione strategica area vasta: migliorare e rafforzare la pianificazione strategica sia come processo di coordinamento delle politiche urbane, di costruzione di alleanze operative sul territorio, di coinvolgimento dei soggetti territoriali tutti - attori istituzionali, stakeholders e cittadinanza - di individuazione e selezione delle azioni prioritarie, sia come strumento di programmazione integrata, di integrazione degli strumenti finanziari, di mobilitazione del capitale territoriale e di intercettazione delle risorse, non solo finanziarie.

2. Ambiti ottimali: definire ipotesi di riorganizzazione territoriale volte a individuare gli ambiti più adeguati alle esigenze di gestione di funzioni di coordinamento di politiche e progetti di area vasta, funzionali innanzitutto a un sistema di governance praticabile piuttosto che rispondenti a criteri prettamente amministrativi, geografici, e/o demografici.

3. Strumenti di diagnosi e valutazione delle politiche urbane: costruire e migliorare strumenti di analisi degli scenari, di tendenze e prospettive, di monitoraggio e di misurazione dei risultati e degli impatti degli interventi. Con un approccio volto a mettere in rete dati e informazioni territoriali per una valutazione che serva anche e soprattutto a tenere costantemente sotto controllo lo stato di benessere del territorio e a mantenere una riflessione continua sulla visione di sviluppo futuro e le strategie intraprese o da intraprendere per realizzarla.

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