Smart Working nella PA, il caso Ministero dell’Economia e Finanze

12 giugno 2018 – AgendaDigitale.eu
Assunta D’Aquale
Lo Smart Working riguarda circa 305 mila lavoratori, suddiviso con percentuali più rilevanti nelle imprese private, mentre riguardo alla Pubblica Amministrazione siamo intorno a circa il 5% (leggi tutto su smart working nella PA). Secondo i risultati della ricerca dell’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano Smart Working: sotto la punta dell’Iceberg” si tratta di un fenomeno di cui si riesce a cogliere soltanto la parte sommersa, sotto la quale si nascondono grandi opportunità per ripensare il lavoro del futuro, per migliorare le prestazioni lavorative e soprattutto il benessere organizzativo delle imprese private e della PA.
Sempre secondo i dati raccolti da questa ricerca, i benefici dello Smart Working si rivelano molto significativi riguardo il miglioramento della produttività, la riduzione dell’assentissimo e l’abbattimento dei costi per gli spazi fisici utilizzati nel lavoro tradizionale, mentre i vantaggi per gli smart workers si misurano soprattutto in termini di riduzione dei tempi e costi di trasferimento, miglioramento del work-life balance e aumento della motivazione e soddisfazione.
Molto interessante è l’analisi condotta sulla disponibilità delle tecnologie digitali, condizione necessaria per permettere alle persone di svolgere il proprio lavoro anche da remoto, che nelle grandi aziende sono abbastanza diffuse, mentre un discorso a parte riguarda la capacità di utilizzo delle tecnologie da parte dei lavoratori che risultano spesso limitate a causa dalla mancanza di competenze adeguate.
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