RI.CO.R.DI: CONSERVAZIONE DIGITALE DEI DOCUMENTI INFORMATICI, IL 30 NOVEMBRE LA CONCLUSIONE DEL PROGETTO

22 novembre 2019 – Agenzia giornalistica Opinione
Conservazione digitale dei documenti informatici, verso la conclusione il progetto “Ri.Co.R.Di.” Diffondere l’esperienza e la “buona pratica” maturata dal polo archivistico della Regione Emilia-Romagna in tema di conservazione digitale dei documenti informatici, ossia la presa in carico e la gestione dei documenti digitali con l’osservanza di regole, procedure e tecnologie in grado di garantirne l’autenticità, l’integrità, l’affidabilità, la leggibilità e la reperibilità fino al momento dell’eventuale scarto, quindi indefinitamente nel caso di documenti a conservazione perenne: è questo l’obiettivo del progetto Ri.Co.R.Di. (acronimo di Riuso della Conservazione dei Record Digitali), iniziato il primo maggio 2018 e in conclusione il prossimo 30 novembre.

Il progetto, finanziato dall’Agenzia per la Coesione Territoriale nell’ambito del Programma PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020, ha coinvolto la Provincia autonoma di Trento in qualità di ente capofila e soggetto “riusante” la buona pratica, la Regione Emilia-Romagna insieme al ParER – IBACN (Polo archivistico regionale dell’Emilia-Romagna – Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna) quali soggetti cedenti, oltre alle Regioni Puglia e Valle d’Aosta e al Comune di Padova anch’essi enti riusanti.

Una delle peculiarità del progetto è la sua declinazione in obiettivi specifici (scenari) per ciascuno dei partner partecipanti, in particolare:

– il Comune di Padova ha portato nel progetto l’esperienza e il punto di vista del soggetto produttore di documenti informatici (non di conservatore) in quanto ha l’obiettivo di organizzare un’attività logica e coerente finalizzata al trasferimento in conservazione del proprio patrimonio documentale presso il polo archivistico dell’Emilia Romagna;

– la Regione autonoma Valle d’Aosta si è posta l’obiettivo di costituire un polo di coordinamento per la conservazione, in forma coordinata e standardizzata, dei documenti informatici da parte degli enti pubblici del proprio territorio;

– la Regione Puglia, che già conserva i propri documenti digitali utilizzando il sistema di conservazione dell’Emilia-Romagna, ha l’obiettivo di accreditarsi come conservatore presso l’Agenzia per l’Italia digitale (AgID) come polo di conservazione digitale per gli enti del proprio territorio, con una propria infrastruttura tecnologica;

– la Provincia autonoma di Trento, che è l’ente capofila del progetto ed ha anch’essa (come la Puglia) l’obiettivo finale di accreditarsi come conservatore presso AgID, ha già realizzato l’obiettivo intermedio di conservare in house i propri documenti utilizzando in riuso il sistema di conservazione dell’Emilia Romagna.

Il Progetto Ri.Co.R.Di. apre dunque la strada all’istituzione del polo di conservazione digitale trentino: la Provincia autonoma di Trento, una volta ottenuto l’accreditamento, si proporrà infatti come polo di conservazione digitale territoriale – per conservare oltre ai propri documenti digitali anche quelli degli altri enti trentini – utilizzando non una propria infrastruttura tecnologica (come la Regione Puglia) bensì l’infrastruttura dell’Emilia Romagna.

Il 22 novembre 2019 i partner di progetto hanno svolto presso la sede della Provincia autonoma di Trento l’ultimo incontro relativo allo stato di avanzamento dei lavori, all’interno del quale ciascuno dei partner ha presentato i risultati della propria attività e gli obiettivi raggiunti in relazione ai rispettivi scenari e target progettuali.

La Provincia autonoma di Trento ha descritto in occasione dell’incontro finale l’esperienza dei primi quattro mesi – dal 1 luglio 2019 – di conservatore “in house” dei propri documenti: alla data del 31 ottobre scorso la Provincia ha completato il processo di conservazione di circa 250.000 propri documenti e svolge regolarmente, con cadenza mensile, il monitoraggio del processo di conservazione.

La Provincia autonoma di Trento ha realizzato le attività propedeutiche necessarie per l’accreditamento come conservatore digitale (predisposizione del manuale di conservazione e del piano della sicurezza del sistema di conservazione, individuazione delle figure dei responsabili all’interno del processo di conservazione, è in fase conclusiva la procedura di affido dell’incarico di supporto alla certificazione di qualità ISO 27001 necessaria per l’accreditamento come conservatore). Oltre a questo, in qualità di ente capofila, ha affidato e gestito l’incarico per lo sviluppo – previsto dal progetto – delle funzionalità multi-conservatore del software di conservazione dell’Emilia Romagna, la produzione di oggetti e-learning per la diffusione della buona pratica della conservazione digitale, coordinando le attività di rendicontazione delle attività e spese dei singoli partner come interlocutore unico nei confronti dell’Agenzia per la Coesione Territoriale.

Nell’ambito più propriamente attinente alla divulgazione della buona pratica, la Provincia ha infine contribuito assieme agli altri partner alla realizzazione di un ciclo di 3 webinar sulla piattaforma di Formez PA e ha pubblicato sulla propria piattaforma di formazione a distanza gli oggetti e-learning prodotti.

Poiché il Progetto Ri.Co.R.Di. – in conclusione a fine mese, come detto – apre concretamente la strada ai propositi dei soggetti partecipanti, con la sfida ambiziosa per la Provincia autonoma di Trento dell’istituzione del polo di conservazione digitale trentino, anche i passaggi successivi (certificazione di qualità ISO 27001 e accreditamento come conservatore presso AgID) saranno oggetto di adeguata comunicazione.
https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/lancio-dagenzia/pat-ri-co-r-di-conservazione-digitale-dei-documenti-informatici-il-30-novembre-la-conclusione-del-progetto/


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