Partenariato e sviluppo. La scorsa settimana l’evento annuale di informazione e comunicazione del PON Governance

Le politiche pubbliche ordinarie e aggiuntive hanno la possibilità di guidare e non inseguire il processo di sviluppo”. Così il Direttore Generale dell’Agenzia per la Coesione Territoriale Massimo Sabatini ha aperto i lavori dell’ultimo evento annuale di informazione e comunicazione del PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020, organizzato lo scorso 4 novembre nella cornice di Forum PA Sud.

Sabatini, evidenziando l’occasione offerta dalla mobilitazione di risorse pubbliche per la ripartenza e dal prossimo ciclo di programmazione 2021-2027, ha indicato quattro pilastri – lavoro, impresa, società civile e istituzioni – su cui poggiare il modello di sviluppo del Paese e in particolare del Sud, elementi presenti quali obiettivi di intervento anche nella strategia definita nel Piano Sud 2030.

Un modello di sviluppo – ha evidenziato Sabatini – in cui le politiche di coesione giocano un ruolo fondamentale, non solo per il peso che hanno ma anche per le loro caratteristiche intrinseche, tra cui la visione di medio-lungo periodo e l’adozione del metodo partenariale, quest’ultimo da estendere nel modo più ampio possibile.

Sul coinvolgimento del partenariato nella programmazione e attuazione degli interventi di sviluppo – tema cui è stato dedicato questa edizione dell’evento annuale #pongov – si sono fatti passi in avanti e Sabatini ha ribadito la necessità di proseguire in questa direzione strutturando da un lato un dialogo con il partenariato che consenta di adottare più stabilmente il punto di vista dei destinatari delle politiche – enti locali, imprese, mondo del lavoro, società civile – dall’altro intervenendo sulla semplificazione delle procedure per i beneficiari, sul rafforzamento delle competenze delle PA e, laddove necessario, affiancando le amministrazioni territoriali.

Sollecitazioni che ha trovato riscontro negli interventi che si sono succeduti dopo l’apertura e che hanno arricchito il confronto offrendo i diversi punti di vista: del territorio, del mondo del lavoro, dell’impresa e del terzo settore.

L’importanza di “interpellare” il territorio per un coinvolgimento attivo delle PA e degli attori socio-economici locali è stata sottolineata dall’Assessore alle autonomie locali e della funzione pubblica della Regione Siciliana, Bernadette Felice Grasso, che ha testimoniato come il metodo partenariale sia stato adottato dalla Regione Siciliana nella predisposizione di documenti strategici e nell’emanazione di bandi finanziati con risorse Ue.

Nel suo intervento Beatrice Lucarella, Confindustria Puglia, ha posto l’accento sulla necessità di rafforzare la funzione del partenariato sia nella fase ascendente, ovvero di programmazione e selezione, che discendente, di valutazione e sorveglianza dei risultati degli interventi per lo sviluppo, per consentire una maggiore corrispondenza tra esigenze del sistema produttivo e strumenti di intervento e favorire il pieno utilizzo delle risorse.

Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione con il Sud, ha evidenziato come finalmente le politiche di coesione stiano passando “dall’offerta alla domanda di sviluppo”, preferendo a un approccio calato dall’alto l’ascolto della domanda di sviluppo, cioè degli interessati. Una scelta strategica di grande importanza che tuttavia, ha sottolineato Borgomeo, richiede che l’ascolto del terzo settore sia un vero ascolto, non una mera consultazione.

Concorde su questo ultimo punto anche Giuseppe Massafra, Segretario Confederale CGIL con delega alle politiche per il Mezzogiorno, che in chiusura della prima sessione di confronto ha richiesto che il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali nella programmazione delle politiche, soprattutto a livello territoriale, vada oltre la consultazione, indicando allo stesso tempo anche la necessità di un miglioramento delle competenze e capacità negoziali dei sindacati.

Le azioni per rafforzare e qualificare il partenariato realizzate attraverso il PON Governance, fornendo ai partner informazioni adeguate e assicurando meccanismi e strumenti di partecipazione, sono state ricordate da Riccardo Monaco, Autorità di Gestione del Programma, che ha sottolineato come fin dall’inizio il PON Governance abbia lavorato per aumentare il grado di coinvolgimento delle parti economico-sociali nel ciclo di vita dei PO anche attraverso un progetto specifico, Officine Coesione, dedicato a supportare le amministrazioni titolari dei Programmi finanziati con i Fondi SIE nella piena attuazione delle pratiche partenariali.

Due suggestioni in chiusura: la prima del Presidente di FPA Carlo Mochi Sismondi che ha parlato di una “politica di coesione empatica”, che sia capace di indossare i panni dei beneficiari dello sviluppo e la seconda di Sabatini di continuare a rafforzare il sistema del partenariato dimostrando che questo convenga sia in termini di efficienza che di efficacia.

La registrazione dell’evento è disponibile cliccando qui


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