On line il video del webinar “Unioni si – Unioni no” organizzato dal progetto #pongov ITALIAE nell’ambito di FORUM PA For a Smart Nation

È on line il video del webinar “Unioni si – Unioni no. Alla luce dell’attesa riforma della pubblica amministrazione, quale destino per i piccoli comuni italiani?”

Il webinar, realizzato dal Progetto ITALIAE e promosso dal Dipartimento Affari Regionali e le Autonomie (DARA), con il supporto di Studiare Sviluppo Srl, nell’ambito del PON “Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020”, che si è tenuto giovedì 5 novembre dalle 14.00 alle 15.00.

Obiettivo dell’incontro è stato quello di sviluppare una riflessione su un nodo cruciale: come coniugare forme di rappresentanza diffusa ed identitaria con dimensioni di scala minime, per avere una visione più larga, migliori competenze professionali e un’ottimizzazione organizzativa, ovvero gli strumenti che possono consentire agli enti locali di fornire risposte adeguate ai fabbisogni legati all’erogazione dei servizi e allo sviluppo del territorio.

Ad aprire il webinar, Francesco Minchillo, esperto Progetto ITALIAE per il DARA, che ha ricordato i due grandi ambiti d’intervento del Progetto: l’affiancamento dei Comuni nei processi di Fusione, e in caso di Unioni o comunità montane, il consolidamento della gestione associata di funzioni e servizi. Minchillo ha poi evidenziato come tra le finalità progettuali, vi siano anche tematiche legate alla digitalizzazione dei servizi e allo sviluppo locale attraverso la sperimentazione di nuovi modelli e soluzioni organizzative, e la valorizzazione e diffusione su larga scala delle esperienze innovative.

Francesco Tufarelli, Direttore Generale del Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie, si è invece soffermato sulla necessità di riflettere sull’importanza dei fenomeni di aggregazione, intercomunalità, e associazionismo, anche alla luce della degli effetti della pandemia da Covid-19, che ha fatto emergere il grado di maturità nelle diverse amministrazioni. In tal senso, ha poi fatto notare come ITALIAE si caratterizzi proprio per la volontà di creare non solo sinergie e partnership operative e forti sui territori, ma anche un confronto continuo con i destinatari del Progetto.

Nella seconda parte del webinar è stata poi approfondita l’idea dell’Unione di Comuni come forma adeguata per affrontare tali fabbisogni, attraverso una tavola rotonda con focus sul main concept “Unioni si – Unioni no”, moderata Giovanni Xilo, esperto Progetto ITALIAE per Studiare Sviluppo, che ha sottolineato come l’appuntamento cadesse in  concomitanza con una ricorrenza importante: ovvero 21 anni da quando la Legge Vigneri-Napolitano, ha tolto alle Unioni di Comuni l’obbligo dopo 10 anni di trasformarsi in Fusioni, “cosa che non  incentivava molto i Comuni ad adottare la soluzione delle Unioni”. Giovanni Xilo, ha poi aperto il dibattito sottolineando la necessità di fare una valutazione dei risultati ottenuti e se lo strumento Unione sia la strada, il percorso, il processo di riordino più adeguato alle caratteristiche che hanno le autonomie locali in Italia, che nella maggior parte dei casi presentano piccole dimensioni, una grande frammentazione, e un’enorme diversità di distribuzione e geografia funzionale.

Carlo Mochi Sismondi, Presidente FPA, ha invece evidenziato quanto le Unioni si rivelino utili quando hanno come obiettivo il benessere equo e sostenibile delle comunità locali, il loro sviluppo, la giustizia sociale, la giustizia ambientale, l’inclusione, la riduzione delle diseguaglianze.

Del ruolo regionale nello sviluppo di forme associative, ha poi parlato Claudia Tubertini, Professoressa associata in diritto amministrativo – Università degli Studi di Bologna, e consulente del Progetto ITALIA per il DARA, che ha evidenziato come dai monitoraggi effettuati da ITALIAE, emerga una strettissima relazione tra stato di salute delle Unioni e investimenti fatti dalle Regioni in termini economici, di sostegno programmatico, tecnico amministrativo, ai comuni. “Senza considerare”, fa notare Claudia Avolio, “le criticità che derivano dalle indecisioni in ordine alle competenze legislative tra Stato e Regioni”.

Anche secondo Mauro Bonaretti, Consigliere Corte dei Conti, le Unioni sono però la risposta per i territori, i Comuni, che altrimenti si troverebbero a ridurre la propria capacità di essere.

L’incontro si è concluso con l’intervento di Daniele Donati, esperto nazionale Progetto Metropoli Strategiche, ANCI, che ha ribadito l’importanza di trovare soluzioni anche normative che permettano di adattare una disciplina nazionale alle differenze dei territori.

 


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