Borghi d’Italia, esempio digitale per superare il coronavirus

L’ultimo rapporto del FormezPa è dedicato alle aree interne che da anni accorciano le distante geografiche sfruttando l’informatizzazione e la telemedicina

10 ottobre 2020 – La Stampa
Marco Grimaldi

I borghi fanno scuola in epoca Covid-19. Quegli stessi territori che da decenni vivono a fatica nella morsa dello spopolamento, durante l’emergenza pandemia hanno brillato, mostrando una via alternativa al Belpaese e sovvertendone la prospettiva. Una prospettiva in cui la telemedicina alleggerisca le strutture sanitarie, una via dove pratiche come la didattica a distanza o il lavoro da remoto siano sistemi sperimentati. Si tratta infatti di ambiti in cui le aree interne da anni “si esercitano” per individuare un percorso di sviluppo più efficace, accorciando le distante geografiche grazie agli strumenti dati dalla tecnologia e la digitalizzazione. Ed è proprio allo sviluppo tecnologico e la digitalizzazione delle aree interne che è dedicato l’ultimo rapporto pubblicato oggi da Formez PA.

L’analisi, concentrata su 25 territori e 360 Comuni impegnati nell’ambito della Strategia nazionale per le aree interne (l’azione governativa tesa a superare il gap delle zone marginali del Paese, rilanciata con convinzione dal ministro Provenzano), offre interessanti spunti di riflessione. “Per la prima volta – si legge nel rapporto – dopo l’esperienza della fase acuta della pandemia in Italia, l’attrattività delle aree interne ha assunto connotati non solo romantici ma anche pratici”.

Segnali incoraggianti trapelano dai numeri snocciolati dal team del Formez guidato da Clelia Fusco: ogni area interessata ha infatti in media 5 interventi di digitalizzazione. Tra i vari progetti messi in campo, la maggior parte dei casi interessano i servizi sanitari, educativi e i trasporti. Circa la metà delle aree analizzate, scommettono sull’informatizzazione delle procedure per rendere più efficace la macchina amministrativa e l’erogazione di servizi a imprese e cittadini.  In 20 aree c’è almeno un progetto in favore di strutture sanitarie e/o assistenziali per un totale di 29. La crescita digitale rallenta invece nei progetti per lo sviluppo locale.

La gestione associata dei servizi ICT può rappresentare una svolta essenziale per l’inversione di tendenza sullo spopolamento che interessa i comuni marginali e il rapporto mostra pratiche territoriali interessanti. Meno brillante, il quadro della “messa in campo” della Piano Strategico Banda Ultralarga che registra vari ritardi per gli interventi di infrastrutturazione del territorio. La messa in atto di azioni correttive ha come obiettivo la conclusione degli adeguamenti al 2022, data certamente non procrastinabile se si vuole dare una pronta risposta alle urgenze della contemporaneità. Dal rapporto emerge inoltre che, quando i piccoli Comuni decidono di “unire le forze” anche nel campo della tecnologia, l’efficienza dei servizi aumenta in modo considerevole. L’associazionismo dei Comuni sul fronte dell’informatizzazione di servizi, funzioni e procedure rappresenta incontrovertibilmente un fattore traversale di crescita, il cui livello è direttamente proporzionale alle capacità di sviluppo dei territori.

«La digital transformation – recita l’analisi Formez – rivede i vincoli e le opportunità determinate dalle distanze e dalle caratteristiche dei territori: favorisce processi di interscambio, di professionalizzazione dei servizi, di intervento, di supporto al presidio ambientale, sanitario o di assistenza sociale. Del resto il tempo problematico che stiamo vivendo si presenta anche come occasione da raccogliere». E le città, sempre più alle prese con le mutate esigenze dettate dall’emergenza, possono attingere a piene mani dalle sperimentazioni già avviate e ormai consolidate nei borghi d’Italia.

https://www.lastampa.it/cronaca/2020/10/10/news/borghi-d-italia-esempio-digitale-per-superare-il-coronavirus-1.39402980


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