BIOWINE. BIOlogical Wine Innovative Environment

Beneficiario/Ente capofila
Comune di Guardia Sanframondi

Enti riusanti
Comune di Caggiano
Comune di Castelfranci
Comune di Castelvenere
Comune di Grumento Nova
Comune di Roccanova
Comune di Sant’Agata dei Goti
Comune di Sant’Angelo a Fasanella
Comune di Solopaca

Enti cedenti
Comune di San Pietro di Feletto

Risorse assegnate
548.658,80 euro

Durata
2018 – 2019

Asse 3
Obiettivo Specifico 3.1
Azione 3.1.1

A regia di
Autorità di Gestione

Il progetto BIOWINE prevede il trasferimento del know-how e degli strumenti già sperimentati dai comuni dell’area del DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) di Conegliano-Valdobbiadene per la definizione e l’approvazione di un regolamento intercomunale di polizia rurale quale strumento atto a fornire un quadro normativo unitario e aggiornato, che sia allo stesso tempo condiviso dalle amministrazioni preposte al governo delle politiche del settore ambientale, urbanistico e veterinario.

I suddetti comuni, in particolare, hanno sperimentato una buona pratica nel coinvolgimento proattivo del partenariato istituzionale e socio-economico nelle fasi di definizione e applicazione di alcuni atti amministrativi volti, da un lato, a recepire le disposizioni relative alla riforma di politiche settoriali (uso sostenibile di prodotti fitosanitari, di cui alla direttiva 128/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione europea, recepita con decreto legislativo 150/2012) e, dall’altro, a promuovere strumenti efficaci di tutela della salute e dell’ambiente nell’ambito del territorio rurale. I comuni coinvolti, pertanto, hanno intrapreso un processo condiviso, unitario e partecipato che ha consentito non solo l’approvazione di uno specifico regolamento intercomunale di polizia rurale, ma anche la costruzione di una rete che ha portato alla definizione di linee guida regionali e all’approvazione di progetti finanziati da risorse comunitarie (es. Programma di Sviluppo rurale – PSR Veneto), che guida la candidatura dell’area come sito UNESCO – United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization.

La pratica sarà trasferita alle amministrazioni di aree territoriali con caratteristiche geo-morfologiche e agronomiche simili, verificandone la replicabilità in regioni in ritardo di sviluppo, ma potrà essere facilmente esportata – con gli opportuni adattamenti – anche in altri contesti dove enti di piccole dimensioni devono necessariamente cooperare tra loro per usufruire di economie di scala e garantire, al tempo stesso, l’applicazione delle normative di settore, la salvaguardia del proprio patrimonio umano e naturalistico e la crescita e competitività delle aziende agricole. A tale proposito, il modello si propone di favorire la cooperazione tecnica, mettendo in rete gli stakeholders, riducendo i costi amministrativi troppo onerosi per i piccoli comuni, affrontando sfide comuni in maniera condivisa e garantendo risultati più efficaci e sostenibili nel tempo grazie alla compartecipazione e al committment di tutte le amministrazioni interessate.

Il progetto, più in generale, mira alla standardizzazione e sperimentazione di metodologie e strumenti per il trasferimento di una pratica efficiente finalizzata alla predisposizione e all’applicazione di atti amministrativi con un forte impatto locale, per i quali è fondamentale costruire un processo sostenibile di cooperazione inter-istituzionale e di confronto dialogico con gli attori territoriali. In tal senso, l’obiettivo perseguito è quello di fornire un modello facilmente replicabile in altre aree che sia di riferimento per un ammodernamento sostenibile dei piccoli comuni e per la costituzione di un sistema territoriale in grado di favorire il coordinamento tra i differenti livelli di governo, in un processo virtuoso di stretta concertazione tra tutte le amministrazioni competenti, con la partecipazione attiva delle imprese e degli altri stakeholder per il miglioramento della trasparenza, della partecipazione e della comunicazione a sostegno dell’azione amministrativa.

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