Stati Generali dei Piccoli Comuni: piattaforma strategica per dialogare con il Governo

14 marzo 2026  – www.informacalabria.it

Autore: Domenico Libero Scuglia

In occasione degli Stati generali dei Piccoli Comuni, tenutisi tempo fa a Roma, nell’ambito della conclusione del Progetto P.I.C.C.O.L.I finanziato dal Dipartimento della Funzione Pubblica, sono stati elaborati documenti che affrontano temi discussi durante i quattro laboratori tematici che si sono svolti.

L’iniziativa ha coinvolto oltre 1.500 Comuni fino a 5mila abitanti, grazie alle risorse del “Pon Governance e Capacità Istituzionale” 2014-2020, consentendo di definire la posizione dell’Anci su temi cruciali quali bilancio e investimentipersonalegestioni associate e contesto generale.

Si tratta di un lavoro destinato a diventare la piattaforma associativa di confronto con il Governo. I Piccoli Comuni rappresentano infatti una parte essenziale dell’architettura istituzionale italiana: sono oltre 5mila, pari al 70% del totale nazionale, ospitano circa il 16% della popolazione – quasi 10 milioni di abitanti – e coprono il 55% della superficie del Paese. E si tratta di più del 90% dei comuni della Provincia di Vibo Valentia alcuni dei quali hanno preso parte ai lavori.

Finanza locale: solidità e investimenti in crescita

dati finanziari raccontano una realtà più dinamica e solida di quanto spesso si immagini. A fronte di una dimensione “ordinaria” della spesa corrente – pari al 16% del totale del comparto, circa 10 miliardi di euro – i Piccoli Comuni hanno mostrato una forte capacità di investimento, trainata dai finanziamenti degli ultimi anni. Nel 2025 la spesa per investimenti ha raggiunto 5,9 miliardi di euro, pari al 27% del totale pagato da tutti i Comuni italiani. I rendiconti evidenziano inoltre una crescita significativa degli avanzi: la produzione annuale è più che raddoppiata tra il 2019 e il 2024, passando da 700 milioni a 1,8 miliardi di euro.

Questo dimostra che i Piccoli Comuni non rappresentano un aggravio per la finanza pubblica, ma contribuiscono in modo positivo alla stabilità complessiva dei conti. Permane tuttavia un’area di sofferenza che coinvolge oltre 550 enti, seppur in calo rispetto agli 835 del 2019. Circa 200 di questi sono Comuni fino a mille abitanti, con disavanzi pro capite superiori ai 500 euro, mentre le situazioni di dissesto o pre-dissesto riguardano circa 240 enti, un dato percentualmente contenuto ma che richiede interventi strutturali di sostegno.

Servizi, personale e cooperazione: la risposta dei territori

La reazione dei Piccoli Comuni alla ripresa dei contributi per gli investimenti è stata straordinaria, soprattutto nelle regioni del Centro e del Sud, segno di una capacità di risposta anche in condizioni organizzative complesse. Significativo è stato il ricorso all’acquisizione di personale specialistico a tempo determinato, con una media di circa un’unità per ente, a supporto dei progetti finanziati.

Particolarmente rilevante è l’esperienza degli asili nido: molti Comuni con pochissimi bambini tra 0 e 3 anni hanno attivato servizi attraverso forme associative e collaborazioni con Enti più grandi. Da una copertura iniziale attorno al 20% – con punte tra l’8% e il 15% nei Comuni fino a mille abitanti – le previsioni al 2027 indicano la concreta possibilità di superare il 40% di copertura media, in linea con i centri maggiori.

Un programma nazionale contro spopolamento e desertificazione

L’insieme dei dati e delle esperienze raccolte nei laboratori tematici restituisce l’immagine di Comuni vivaci, capaci di innovare e di costruire reti, pur convivendo con fragilità strutturali, lontananza dai servizi essenziali e condizioni di sofferenza finanziaria in alcune realtà. La riflessione avviata dagli Stati generali supera la visione che associa automaticamente la piccola dimensione a inefficienza, dimostrando che, con adeguati strumenti e sostegni, i risultati possono essere persino superiori alle attese.

Per l’Anci è necessario ora inquadrare le proposte emerse in una politica nazionale di rafforzamento ordinamentale e finanziario, capace di affrontare in modo multidimensionale le esigenze dei territori. Al centro deve esserci il contrasto allo spopolamento demografico e alla desertificazione economica, attraverso la valorizzazione delle energie locali e il sostegno.

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