Il tema dei Contesti Territoriali al centro del seminario DPC ieri in Calabria

A Catanzaro il primo appuntamento territoriale sul progetto #pongov per la riduzione del rischio

Il documento sui Contesti Territoriali

“Stiamo facendo un buon lavoro in una regione particolarmente fragile, esposta a numerosi rischi. Una regione che in questi mesi ha dimostrato di saper costruire un futuro di protezione civile”.

In apertura del seminario sul Programma per la riduzione del rischio che si è svolto ieri a Catanzaro, il Direttore Generale del Dipartimento della Protezione Civile Agostino Miozzo ha sottolineato l’importante traguardo raggiunto in Calabria con la recente approvazione del documento sui Contesti Territoriali.

Presentato lunedì scorso nell’ambito di un incontro nella Prefettura di Catanzaro, il documento ha ridefinito la mappa dei Contesti Territoriali, ottimizzandone l’organizzazione. Un risultato reso possibile, come ha sottolineato il Capo del Dipartimento Borrelli, “grazie a un grande gioco di squadra, un lavoro collettivo tra Dipartimento, Regione, Prefetture, Anci-Associazione Nazionale Comuni Italiani, Upi-Unione Province d’Italia e Vigili del Fuoco”.

Anche Francesco Russo, Vicepresidente della Regione Calabria, nella sua introduzione ai lavori ha definito il documento “un esempio di ottima prassi di lavoro condiviso, da seguire anche per il futuro”. Un lavoro che “consente di dare a tutti – Dipartimento, Regione, Prefetture, Comuni – una sola ripartizione geografica di riferimento per tutti i soggetti coinvolti nelle attività di riduzione del rischio”.

“I Contesti Territoriali ci permettono una pianificazione più intelligente, più puntuale, più adeguata alla vulnerabilità del territorio”, ha sottolineato ancora Miozzo nel suo intervento. “E la Calabria oggi sta dando dimostrazione di eccellenza, fornendo un modello da esportare nel resto del Paese”.

I Contesti Territoriali: punto di partenza per una pianificazione e una gestione dell’emergenza più efficaci

I Contesti Territoriali – la cui definizione rientra tra le priorità del Programma per la riduzione del rischio del Dipartimento – possono essere definiti come aree geografiche formate da Comuni vicini che esercitano in modo unitario le attività di riduzione del rischio, in particolare la pianificazione di protezione civile e la gestione dell’emergenza.

Per questo motivo, ha ribadito nel corso del seminario il Presidente della Regione Calabria Gerardo Mario Oliverio, i Contesti Territoriali “rappresentano una tappa decisiva nel percorso di costruzione della protezione civile nella nostra Regione, particolarmente esposta ai rischi per la situazione orografica, la condizione di fragilità del territorio, la sismicità”.

Nel ringraziare tutti per il lavoro svolto e il risultato conseguito, Oliverio ha evidenziato che il documento approvato è fondamentale perché “consente di razionalizzare gli interventi e renderli più efficaci e tempestivi”. È infatti dai Contesti Territoriali, ha proseguito, “che si partirà per costruire il sistema in termini di coordinamento e dislocazione di risorse e mezzi”.

Anche per il Viceprefetto di Catanzaro, Costanza Pino, il documento è essenziale e bisogna esserne orgogliosi, ma rappresenta il primo passo: “se deve essere un modello da esportare in tutta Italia, ora dobbiamo andare avanti e fare ulteriori sforzi affinché sia definita anche la procedura operativa.”

Cooperazione interistituzionale e capacità amministrativa

Nel suo intervento in videoconferenza, il Direttore Generale dell’Agenzia per la Coesione Territoriale Antonio Caponetto, ha ricordato che il Programma per la riduzione del rischio del Dipartimento si inserisce nel PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020, che ha come obiettivo prioritario il miglioramento della capacità amministrativa del nostro sistema pubblico. Perché “tanti centri decisionali rendono più democratico il processo di decisione pubblica ma anche più complesso”, ha detto Caponetto.

Nel rimarcare la collaborazione proficua con il Dipartimento, Caponetto ha sottolineato che il sistema della protezione civile italiana è tra i più efficaci ed efficienti nella risposta emergenziale, un vero e proprio “modello nel mondo”, ma che ancora molto rimane da fare in ambito di prevenzione. “Noi facciamo la nostra parte – ha aggiunto – per orientare gli investimenti pubblici su questo tema non solo in questa, ma anche nella prossima programmazione dei fondi strutturali 2021-2027, in cui il tema della mitigazione del rischio riveste un ruolo centrale. Lavoriamo con il Dipartimento nella logica di rafforzare il sistema affinché nessuno si senta solo nella gestione rischio”.

Nel riportare alcuni dati dell’Anci relativi al numero dei dipendenti pubblici – in netto calo soprattutto nei piccoli Comuni – e al numero dei Comuni in Italia con meno di 5mila abitanti – oltre 5500, molti dei quali in aree critiche – lo stesso Miozzo poco prima aveva commentato: “comprendiamo da questi numeri quanto il percorso calabrese sia un percorso obbligato: il governo del territorio non può che passare per l’aggregazione di aree e per la condivisione della gestione del rischio. Perché nessuno può farcela da solo”.

Fonte: http://governancerischio.protezionecivile.gov.it/comunicazione/news/dettaglio/-/asset_publisher/default/content/il-tema-dei-contesti-territoriali-al-centro-del-seminario-in-calabria

 


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